“Raffaelliana” Invenzioni Opus 120- Opere di Maria Dolores Cattaneo
Raffaelliana- Coming soon- 1-18 maggio 2012
Le improvvisazioni su temi da Raffaello sono state eseguite con pennino e inchiostri di china:
realizzo sul foglio una serie di puntini finalizzati a dare l’idea di un’immagine, ma il tutto avviene lentamente, punto dopo punto.
Questa tecnica implica l’assenza di un disegno a matita: a volte copio deliberatamente un’opera, come nel caso del “San Giorgio e il drago”; altre volte fantastico, riproponendo con piccole varianti le Madonne di profilo e i cavalli magici, dalle criniere ramificate, nati dalla fusione fra il cavallo e il drago.
Fra le numerose Madonne di Raffaello cito come fonte di ispirazione primaria la Madonna della
“Sacra Famiglia con San Giuseppe imberbe”.
Si richiede un’attitudine sognante dello spirito per entrare nel delicato mondo ispirato dai piccoli quadri devozionali di Raffaello, quadri da cavalletto, contrapposti alle grandi opere murali vaticane.
Il celeberrimo ritratto di Isabella d’Este, disegno di Leonardo al quale non seguì mai quadro compiuto, viene da me riproposto abbinato con l’Abbazia di Sant’Antimo, monumento suggestivo del territorio senese.
Le improvvisazioni richiedono di essere appoggiate su un tavolo, lievemente inclinate, come faremmo consultando un manoscritto antico in biblioteca.
DoloresArt Laboratory-Opening 31/3/2012
DoloresArt Laboratory presenta
in abito
mostra di Samantha Lina
dal 31 marzo al 30 aprile 2012
Palazzo Viti, Volterra
“Quando creo ho un mio abito. E’ quello di sperimentare tecniche diverse, ma di girare sempre attorno a certi temi per me speciali. L’abito è di riflettere sul senso ciclico del tempo, sul potere della metamorfosi e dell’onirico, sulla femminilità, la gestazione, la nascita. Spesso prendo spunto dal mondo della letteratura e dei miti.
Il mio abito creativo durante il lavoro diventa abitus, nel significato latino di partenza, allontanamento: è l’esperienza della sospensione temporale che si sperimenta quando la dedizione è totale. Le mani lavorano, plasmano, le forme affiorano.
Poi, a volte, capita che la materia prenda la forma di un abito, questa volta un abito come fosse una veste. Si tratta, forse, di abiti che raccontano il mio abito…”.
S. Lina
David Hockney’s Secrete Knowledge
per Cristian un breve esempio del grande lavoro di Hockney , originale punto di vista per studiare criticamente le opere e i problemi della prodizione di immagini nei secoli passati
porterò questo libro (Secret Knowledge) al DoloresArt Laboratory
“Essere un fiore” di Maria Pawlikowska-Jasnorzewska
Sbocciano. Tacciono di tra le foglie.
Canna li tiene, o rampicano su per la grata…..
Decorazione? Prigionieri? Comparse?
Facile dire di un fiore che è bello,
Ma essere un fiore?
(traduzione di Carlo Verdiani)
Ona jedna spośród skamandrytów wolna była w całej swojej poezji od młodopolszczyzny.
/Julian Przyboś/
O, staroświecka młoda pani z Krakowa!
/Julian Tuwim, Do Marii Pawlikowskiej, z tomu „Słowa we krwi”, (1926)/
Gary Hume is renowned for paintings distinguished by a bright palette, reduced imagery and flat areas of seductive colour. While Hume’s paintings have always emphasised their luscious surfaces and simplified forms, many are infused with a melancholic beauty.
Violeta Gjoka di Planet Tv- Tirana
Violeta Gjoka propone su Planet Tv di Tirana la rubrica Omnibus presentando artisti , perfomance ,musica ed eventi culturali.
Il DoloresArt Laboratory la segue regolarmente e spera di averla presto a Volterra , nelle sale di Palazzo Viti.
Pedestrian di Paul Kaiser e Shelley Eshkar
https://wiki.brown.edu/confluence/display/MarkTribe/Paul+Kaiser+and+Shelley+Eshkar
E’ un progetto di arte tecnologica caratterizzato da minuscole figure umane che si muovono con spettacolare verosomiglianza mentre vengono proiettate sui marciapiedi, sulle strade di una città e sui pavimenti di una galleria d’arte. Le figure entrano ed escono da edifici virtuali, aprono ombrelli per evitare gocce di pioggia rese digitalmente e si scansano tra la folla.
I loro movimenti ricordano stormi di uccelli e talvolta tracciano complessi disegni sul terreno come se stessero eseguendo coreografie di danza. Per conferire ai personaggi movimenti realistici, Paul Kaiser e [Shelley Eshkar|Eshkar Shelley]] hanno utilizzato la tecnologia della cattura del movimento che si basa sul registrare movimenti d’improvvisazione nello spazio e sul cronometrare il tempo.
I due artisti hanno chiesto a otto persone di indossare speciali tute alle quali erano stati attaccati dei sensori in posizioni strategiche per articolare i movimenti delle parti del corpo, mentre telecamere ad infrarossi registravano quegli stessi movimenti sotto forma di dati che in seguito sarebbero stati manipolati, ricombinati e mappati su modelli tridimensionali di figure umane. Questi modelli, sono stati ricoperti digitalmente con prototipi di pelle umana, capelli e abbigliamento, per rappresentare una serie di “pedoni urbani” che raffigurassero diverse tipologie di persone: dall’uomo d’affari, al ragazzino sullo skateboard.
L’utilizzo delle tute inventate dagli artisti Paul Kaiser e [Shelley Eshkar|Eshkar Shelley]], prende spunto dagli esperimenti del XIX secolo del fisiologo francese Etienne Jules Marey che, per analizzare i meccanismi del movimento umano, dopo aver collocato delle luci su varie parti del corpo, inventò un sistema per seguirne i movimenti sulla macchina fotografica.
Tra le altre ispirazioni che hanno portato i due artisti alla realizzazione di questo progetto, è importante ricordare: 1) il libro del 1960 “Massa e Potere” con cui lo scrittore Elias Canetti ha vinto il premio Nobel; tale libro paragona la massa a un gregge dovernato da pastori. 2) Le immagini urbane dei fotografi modernisti Aleksandr Rodchenko, Gary Winogrand e Henri Cartier Bresson.
L’opera Pedestrian è avvolta dalla colonna sonora composta dal musicista Terence Pender, che ha ricreato un panorama sonoro di rumori urbani come ad esempio una lattina abbandonata che rotola giù per la strada o il rumore di un cancello che si apre cigolando. Spesso questi suoni esplicano uditivamente l’azione animata, in altri momenti invece, evocano un mondo altro, che sta al di fuori dell’inquadratura. Significativa è la scena in cui si vede un pattinatore in linea mentre in lontananza si sente la sirena di un’ambulanza.
Quest’opera pone gli spettatori in una condizione di osservatori onniscenti, ombre in grado di scrutare la città come fa un elicottero della polizia. Estranei alle figure in basso, gli spettatori assistono ai movimenti degli abitanti della città senza poter interagire con loro in nessun modo. Allo stesso tempo, poichè queste figure occupano l’effettivo spazio fisico nel quale gli spettatori si trovano, gli stessi spettatori sono coinvolti nella vita dei “pedoni urbani”.
Pedestrian è stato installato in molti luoghi del mondo, tra cui l’interCommunication Center di Tokyo, il Centro ZKM di Karlsruhe in Germania e lo Studio Museum di Harlem.
Jalal Luqman-The Speed Demon
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Burkina Faso – African Film Festival at Ouagadougou
Grazie al contributo della Dott. anestesista Enrica Guglielmotti porteremo a Palazzo Viti la sua testimonianza di vita all’ospedale San Camillo di Nanoro, in Burkina Faso.
http://www.nanoro.org/index.php?option=com_content&task=view&id=10&Itemid=13
Avremo un racconto corredato da foto e da un video.
Sempre Enrica ci aiuterà a portare al DoloresArt Laboratory il FESPACO Pan-African Film Festival .
Vi terrò al corrente sugli sviluppi e la fattibilità di questo progetto.


























